mercoledì 20 gennaio 2010

Canonical sulle orme di Microsoft

Molto scalpore ha suscitato il sondaggio proposto da Canonical relativamente alle preferenze degli utenti sul software proprietario da poter installare su Ubuntu.
Personalmente sono rimasta di stucco perchè si tratterebbe di creare un ibrido tra Open e Closed source e si verrebbe meno a quelli che sono i principi fondamentali di quella che viene definita "filosofia dell'OpenSource". E' vero che siamo liberi di avere il software che più ci piace ma se abbiamo scelto un sistema operativo Open è stato senza dubbio per sapere cosa stavamo installando sul nostro computer e far sì di potercelo gestire come meglio crediamo.
Allora per quale motivo Canonical fa questo? Troviamo tutto quello di cui abbiamo bisogno, anche se con nomi diversi, molto più creativi, tra il software open e non sentiamo il bisogno di ricorrere a software proprietari. Dobbiamo pensare che si sta prospettando un futuro per Ubuntu non più Open?
Da sempre mi sono indignata, io che uso Ubuntu, per il fatto che due volte l'anno uscisse una nuova distribuzione, con tutti i suoi problemi e tutti i suoi bugs, che non si fa in tempo a correggere perchè arriva la successiva e mi sono domandata perchè non decidessero di migliorare e perfezionare un'unica distribuzione ed ora ecco il fulmine a ciel sereno! Shuttleworth mi sembra sia affetto dalla sindrome Gates, prima si è dimesso ed ora pensa di cominciare a chiudere il software. Non vorrei che altri seguissero il suo esempio.
Sul sito della FSF si trova scritto: "La Free Software Foundation Europe (FSFE) è un'organizzazione senza fini di lucro dedicata al Software Libero. La FSFE ritiene che le libertà di usare, studiare, condividere e migliorare il software siano cruciali per assicurare un'equa partecipazione alla società dell'informazione. Lavoriamo per creare consapevolezza e supporto per la libertà del software, a livello politico, giuridico e della società nel suo complesso. Inoltre promuoviamo lo sviluppo di tecnologie, come il sistema operativo GNU/Linux, che assicurano queste libertà a tutti i membri della società digitale". Mi sembra che da Canonical queste parole non le abbia mai lette nessuno.

9 commenti:

Gilberto ha detto...

Il problema di Ubuntu è che non produce profitto (ho ne produce molto poco). In sostanza vive grazie all'elemosina di Mark il quale prima o poi potrebbe stufarsi. Inoltre la mancanza di software a livello professionale ne limita la diffusione. Ad esempio io dopo 10 anni di GNU/Linux sono ancora al dual boot perchè non posso abbandonare Windows per Autocad. Ma in sostanza tutti coloro che lavorano con Software di grafica, musica e certi gestionali, non possono migrare. No non esistono alternative credibili, quelle che ci sono sono poco più che giochini (anche blender pur molto buono non vale di certo Maya e 3D studio).

Quindi con il supporto a queste applicazioni si sta pensando di risolvere questi problemi. Di certo non è il massima sono d'accordo, ma
niente soldi = niente sviluppatori = niente distribuzioni = 0 Gnu/Linux

Tu quale soluzioni proporresti?

klizya ha detto...

Tu sei sicuro che non produca profitto? La Canonical non è il negozietto sotto casa e Shuttleworth non è un venditore porta a porta. Non guardare agli utenti di Ubuntu quali possiamo essere noi ma alle aziende, enti, grandi imprese che sono migrate verso questo OS e che certo non hanno avuto gratis tutto il lavoro che questo ha comportato. Credi che i dipendenti di Canonical (che sono molti) si accontentino a fine mese di una pacca sulle spalle?
Per la grafica, la musica, l'editing video,gestionali ti posso dire esistono software migliori di quelli Microsoft e certo personalmente non uso il pc per giocare anche se so che ci sono molti giochi anche per Linux. Non ho il dual boot da oltre 2 anni e cerco di usare wine il meno possibile. E' vero al lavoro uso Windows ma non è una mia scelta.
Se dipendesse da me cercherei di creare una maggiore compatibilità tra i software rendendo possibile a chi usa Linux di avere il codice sorgente, anche pagando, ma lasciando questa opportunità a chi vuole adeguare un software alle proprie esigenze. E' utopia lo so ma non credo che questo comporterebbe grosse perdite perchè in fondo non ritengo ci siano così tante persone in grado di fare ciò tra gli utenti "casalinghi" almeno.

fenix ha detto...

Io solo sul "sondaggio" sono d'accordo.
Però bisogna fermarsi qui.
Raccogliere le preferenze degli utenti, equivale ad una pseudo richiesta ad alcune software house, come ADOBE (photoshop in primis, che purtoppo è un standard de facto nel campo della grafica "commerciale", non parlo di potenzialità di software, in quanto credo che l'open source sia la strada maestra per produrre ottimo software), a non ignorare un mondo che cresce sempre più.
Attenzione da parte di grandi aziende significa attenzione da parte di altre piccole aziende, come chi produce driver o device particolari e non ancora linux-compatibili.

Più attenzione = più utenti interessati = + potenziali utenti che potrebbero contribuire

Gilberto ha detto...

"Tu sei sicuro che non produca profitto?"
Non sufficiente a ripagare tutto, tant'è che l'anno scorso Mark affermo che o Ubuntu arrivava al pareggio di bilancio in 2 anni oppure non avrebbe mantenuto l'attuale livello di investimenti.

"esistono software migliori di quelli Microsoft"
Il problema per i professionisti non sono prodotti microsoft.
Ti sarei molto grato se potessi suggermi equivalenti (con livelli prestazionali almeno simili)a:
Autodesk Autocad
Autodesk Revit Architecure
Autodesk Robot
Adobe Fireworks
Bentley Prostell
Graphisoft Archicad

e potrei continuare a lungo.

Barra ha detto...

Muovere un sacco di soldi e fare utili non è la stessa cosa. 4 anni fa il fatturato di canonical era 10 le spese 12. Oggi il fatturato è 100 e le spese sono 140+.

Inoltre il discorso di Gilberto è verissimo. Chi usa le suite creative non può passare a linux. Chi ha un ipod touch o un iphone non può passare a linux, chi usa autocad non può passare a linux (ma meglio così, ingenieri e geometri meglio lasciarli su windows :P).

Questa iniziativa è nata dalla volontà di supportare ufficialmente lotus symphony, una suite che fa parte di un pacchetto che IBM e Canonical offrono insieme. Il progetto si è poi ampliato ad altri software e non vedo dove sia il problema.

Sinceramente poi non capisco perchè MI SI DEBBA NEGARE la libertà di installare software closed.

P.s. Mark Sutthlewort ha detto che ci vorranno certamente più di due anni per arrivare al profitto ma non è questa la sua priorità e che non è intenzionato a ridurre gli investimenti. Senza contare che la recente collaborazione con Google per ChromeOS porterà IMHO tanti soldi nel medio periodo.

Anonimo ha detto...

Resto perplesso che una persona che usa Ubuntu si indigni sul fatto che si ipotizzi di utilizzare software close source. Ubuntu è nata anche sotto questa stella... se si ha un atteggiamento così "estremista" (è volutamente provocatorio) si dovrebbero adottare distruzioni più "open" tipo debian o zenwork (dove il kernel non è patchato con firmware proprietari) ma poi non ci si può lamentare che qualche perififerica non fuziona.
Mi permetto inoltre di fare un'osservazione in merito al problema dell' instabilità causata da frequenti rilasci di nuove versione, faccio presente le versioni stabili vengono rilasciate soltanto ogni 18 mesi (mi riferisco alle LTS), quelle che comunemente vengono definite stabili in realtà fanno parte del processo di sviluppo per le distro LTS.

Barra ha detto...

Giusto, io sui miei pc uso sempre l'ultima versione ma quando vendo ai clienti servizi basati su linux non esiste che vada a scegliere qualcosa di diverso da una LTS.

Hardy (sia desktop che server) è spettacolarmente stabile e al tempo stesso ha pacchetti abbastanza recenti (alcuni pacchetti di centos sono PREISTORICI! e se devo aggiornare a mano che fine fa la sicurezza, la stabilità ecc?)

Anonimo ha detto...

Questaè una discussione già vista un sacco di volte.....ma signori miei una persona che è così affamata di opensource non installa ubuntu né suse, ma va su qualche altra distro.
E' comodo lamentarsi e storcere il naso ma poi usare il plugin adobe flash o skype e pretendere che funzionino.
Secondo me questa di Canonical è una grandissima mossa che ha lo scopo di far vedere a coloro che non usano linux per la mancanza di programmi specifici o che non hanno la voglia di provare alternative, che c'è un supporto a programmi più blasonati. Tutto ciòallo scopo di dare agli utenti una maggiore visibilità di linux e possibilità di scelta.

Dukenukem

Anonimo ha detto...

concordo con Gilberto

Canonical non sta certo negando l'uso dell'open il fatto è che i più potenti software in circolazione in vari campi sono quelli a pagamento

open ci sono degli ottimi software ma spesso non all'altezza e non paragonabili con le loro controparti non-free

grafica c'è Gimp ottimo programma ma permetti che sfigura difronte a un Photoshop CS in versione Extended

3d librerie spesso immature e lacunose e software di modeling non all'altezza

audio digitale, trovami qualcosa che valga anche solo un 10 di Protools e sia open e gratuita

sono un utente linux da quasi 10 anni il sistema è cresciuto parecchio negli anni ma ancora si deve fare tanto e la concorrenza non starà certo con le mani in mano (si veda la differenza che passa tra quella fetecchia di Vista al nuovo Win Seven)


PS
CONSIGLIO
Chi aveva abbandonato KDE a causa di varie distro disastrate installi Kubuntu Maverik, molto molto meglio della sorella GNOME ;)