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martedì 21 gennaio 2014

Disconnect: la parodia dei pericoli della rete

Non so cosa mi aspettassi da questo film ma non avrei davvero mai creduto che fosse possibile scrivere una sceneggiatura con tanti buchi e realizzarla senza notarli.
Il film inizia con la storia di un ragazzo che si prostituisce "virtualmente" dietro pagamento ovviamente ma la casa dove vive con altri che svolgono la sua stessa attività è fatiscente, è mal vestito, non ha i soldi per pagarsi un taxi, ha a malapena quelli che gli servono per l'autobus, eppure per sua stessa ammissione ne guadagna molti e riceve anche dei regali. Il tizio che li sfrutta è come un padre....Tralascio i tarallucci.
Poi c'è una coppia che ha perso un bambino, lui va (dice) fuori per lavoro e lo ritroviamo in un albergo a giocare on line e gli viene rifutata la carta di credito mentre nel frattempo sua moglie chatta con un uno. All'improvviso scopriamo che sono vittime di una clonazione della carta e  pensamo che sia un modo per lui per crearsi una scusa, che abbia speso tutto giocando. Invece  no! Si rivolgono ad un investigatore che fornisce i dati del tipo con cui chatta la moglie (il colpevole) e anche l'indirizzo e loro due entrano nella sua casa e in cantina trovano anche dei loro estratti conto cartacei. Ma... sorpresa! Non è lui l'hacker, è uno sconosciuto che usa un proxy. A questo punto avrei dovuto alzarmi e uscire ma c'è il figlio dell'investigatore che, con un amico e un profilo falso su un social network, si fa credere una ragazza dallo sfigato della scuola il quale a sua volta, dopo che "lei" lo ha sfidato, posta una sua foto nudo e quando questa viene diffusa tenta di impiccarsi e finisce in coma. I due ragazzini non hanno usato particolari accorgimenti per usare il profilo falso ma non vengono indivuati da polizia o FBI, è il padre del ragazzo in coma preso dai sensi di colpa che cerca gli amici del figlio, trova la finta ragazza, stabilisce un contatto e capisce tutto.
E' vero che la rete non è solo uno strumento meraviglioso, che nasconde tante insidie, ma per fortuna non è solo questo, tuttavia non ho davvero capito, in questo contesto,al di là della trama inconsistente di questo film, quale volesse essere il messaggio. Prostituitevi che è bello? Quanto sia facile trovare un hacker? Come sia importante parlare con i propri figli e non lasciarli a loro stessi? Ecco questo mi sembra un ottimo argomento ma è stato trattato marginalmente e superficialmente per lasciare emergere un padre, l'nvestigatore, che protegge il figlio cancellando il falso profilo e facendo sparire le tracce. Ottimo insegnamento!

domenica 10 novembre 2013

Alla ricerca di significati:lo zero dei social network

Per motivi di lavoro devo testare, alcuni servizi di Google+, quindi con un account di posta che uso poco, mi sono iscritta. Naturalmente, anche perchè tra i contatti di quell'indirizzo mail non ho praticamente nessuno, se non quelli che mi servivano per il test, seguo qualche community sperando almeno di leggere qualcosa di interessante. Invece.... non ho parole per quello che circola, dalle banalità più assolute, tipo le frasine retoriche, le battute ignobili, ai commenti più privi di senso.
Penserete "ma dove ti sei iscritta?", beh non lo dico per non farmi trovare dai miei amici perchè aggiungerei pena alla vergogna, ma credetemi non si tratta affatto di community che, dal nome, farebbero pensare alla banalità.
Un pò devo dire qualche persona mi colpisce perchè si nota la solitudine (almeno spero sia quella), come la tipa che prepara i biscotti per il thè delle 5 fotografandone le varie fasi fino alla cottura. E credetemi ci sono pure i commenti!
Mi domando davvero a questo punto cosa decreti il successo dei social network e se davvero lo squallore che li pervade sia entrato dentro di noi fino a renderci degli zero.
Dubito che leggerò ancora quelle "perle" e spero che il mio progetto finisca presto per eliminare il mio utente da tutta quella inutile fila di parole che mi lasciano sempre un senso di amarezza.

martedì 1 ottobre 2013

Adolescenti di ieri e di oggi:cosa è cambiato?



In questi ultimi tempi ho avuto modo di passare molto tempo con ragazzi di età compresa tra i 14 e i 16 anni dovendo tappare buchi di organico nella mia scuola e ho potuto, non avendo io le classi del biennio, rapportarmi con quel range di età.
E' vero che a tutti interessano i cellulari di ultima generazione, meglio se Apple, anche se non sanno spiegare perchè, i coetanei dell'altro sesso, la linea (per le ragazze), gli abiti firmati (per tutti o quasi) ma i piccini sono più spontanei e più vivaci dei ragazzi delle classi terminali.
Voglio spezzare una lancia a favore degli studenti perchè spesso si parla male di loro, della loro poca educazione, dei loro modi spicci ma devo dire che non mi sono mai capitati casi veramente gravi, solo vivacità o eccessiva vitalità ma nulla che non potesse essere smorzato ragionando insieme.
Ciò che mi ha lasciato sgomenta è invece la “fissazione”, solo da parte delle ragazze, per il peso, il definirsi grasse quando invece si è visibilmente sottopeso e sostenere che le madri insistono per mettere a rigoroso regime alimentare questi scricciolini di ragazze.
Mi sono detta che il problema non è quindi da cercare nella testa delle ragazzine ma in quella delle madri che producono un danno notevole a queste bimbe che crescendo non saranno mai contente del loro corpo. Ma non si dovevano incoraggiare i figli? Un conto è essere obesi e allora lì si deve intervenire ma da qui a far nascere problemi inesistenti in età adolescenziale genera effetti davvero devastanti.
E' importante aver cura della propria persona ma come per tutte le cose non bisogna mai estremizzare e lasciar vivere i propri figli con serenità senza aggravarli di preoccupazioni inutili che possono, a lungo andare, portare a patologie insidiose e difficili da curare.
Per il resto gli adolescenti amano i giochi al cellulare e su ogni altro mezzo elettronico,usano i vari social network e whatsapp, hanno cura dei capelli in particolare e la voglia di apparire sempre fashion, usano le cuffiette come appendice della testa, si riempiono di tutte le schifezze possibili continuamente (solo i ragazzi), hanno la convinzione che sposeranno qualcuno di ricco e famoso, amano la musica e sono assolutamente indifferenti verso la lettura (al 90%).
A parte le tecnologie moderne, i sogni e molti comportamenti sono sempre gli stessi, e sfido chiunque a non riconoscersi nella descrizione che ne ho fatto, ma.....Chi glielo dice a questi cuccioli che sono più simili agli adolescenti del passato (leggi i loro genitori) di quanto non credano?

giovedì 5 settembre 2013

Arriva lo smartwatch di Samsung ed è subito perplessità

La presentazione del Galaxy Gear
Ormai lo sanno tutti, si chiama Galaxy Gear ed è la novità di casa Samsung, giocattolino molto atteso pare, presentato ieri all'Ifa (la più grande fiera dell'elettronica europea che Berlino ospita) in anteprima mondiale.
Di cosa si tratta? Un orologio? Nooo! Uno smartphone? Nooo! E cos'è?
Le sue caratteristiche tecniche fanno pensare a un computer: processore da 800 Mhz, con 4 Giga di memoria interna, 512 MB di Ram e una camera da 1,9 megapixel e quindi sicuramente un computer lo è, si comanda vocalmente e si tiene al polso ma.... da quel che ho capito non è un dispositivo autonomo ma dev'essere collegato a uno degli smartphone di ultima generazione i famosi S3 o S4 e i Note perchè notifica le mail, le chiamate,gli sms e quant'altro arrivi allo  smartphone senza che questo sia in mano e tramite bluetooth.
Bella cosa certo ma nemmeno io sono così pigra da volere al polso un oggetto enorme (lo schermo è 1,63 polllici) solo per avere le mani libere e parlare con il mio orologio. Se poi il prezzo è davvero così alto, si parla infatti di 250 o 300 euro, la deliziosa inutilità che sembra,  fa diventare un capriccio diventa davvero eccessivo questo prodotto che non ha davvero motivo di esistere e nessuna collocazione.
E sebbene rimanga convinta che Samsung oggi rappresenti quanto di meglio ci sia sul mercato, il 25 settembre, giorno di lancio di questo prodotto, non sarò ad acquistarlo,  tuttavia sarei curiosa di avere dei feedback da chi lo userà.


lunedì 5 agosto 2013

Smettere di fumare in un'ora

Non ci credevo, lo avevo visto con i miei occhi su ben due dei miei nipoti ma mi sembrava che su di me non avrebbe mai funzionato. Forse non avevo nemmeno voglia di provare a smettere di fumare, forse ero troppo sicura che avrei fallito.
Dopo l'acquisto della sigaretta elettronica però qualcosa è scattato perchè mi sono resa conto che, dopo un inizio felice, la riduzione da 20 e passa sigarette a solo quattro, stavo tornando pian piano ai livelli di partenza e con una dipendenza in più anche se solo alla vaniglia.
Mi sono così ricordata del video e l'ho cercato su youtube perchè i miei nipoti abitano in un'altra città e volevo provare subito e... L'ho trovato!
Esiste anche un libro, lo so sempre perchè i miei nipoti li han presi insieme ma a me è bastato il video e vi garantisco che quando ho fumato quella che veniva indicata come l'ultima sigaretta, lo è stata davvero.
Mi impressiona un pò sta cosa devo essere sincera anche se ho analizzato tutti gli aspetti sui quali si fa leva per "convincere" ma ci sono momenti nei quali mi sento in stato di ipnosi specie in quelli nei quali fumavo ed esco nel terrazzo e mi affaccio soltanto senza voglia di fumare e con un senso di appagamento dentro.
Non è un miracolo certo e non so quanto e se durerà, nè che effetti avrà, ma posso assicurare, perplessità incluse,  che oggi sto benone

martedì 23 luglio 2013

La mia privacy violata e il contratto energetico

Il nostro Paese può essere considerato all'avanguardia per quel che riguarda la privacy e la tutela del cittadino, esistono numerose  norme e sanzioni che ne salvaguardano i diritti in tal senso. Ho potuto constatare che però la realtà è differente e mi sto domandando come quanto mi è accaduto possa essere definito e come un consumatore possa tutelarsi di fronte a casi come questo.
Ieri mattina mi chiama un call center e l'operatrice gentilissima, senza far riferimento alcuno all'azienda che rappresentava in quel momento, mi dice:
Ho notato che la sua ultima bolletta Enel risultava più alta del solito.
 e io:
Se lo dice lei....
Con la memoria che ho figurarsi se mi ricordo gli importi delle bollette: le pago.
Lei imperterrita prossegue:
Il suo contratto ( e me ne elenca i termini) prevede che lei spenda "tanto" (al centesimo) e quindi vorrei proporle un'offerta più vantaggiosa.
Sentendomi titubante mi manda a prendere la bolletta per spiegarmi meglio ma io pigra come sono mi sono rifiutata di andare a cercarla e a questo punto lei mi fa:
La Edison ha le offerte migliori e quanto le sto proponendo avrà la durata di due anni. Se ci vuole pensare la richiamo.

Al che io ho detto: La Edison?????? fino a quel momento l'operatrice aveva fatto in modo di farmi credere che si trattasse del mio fornitore di energia, certo perchè non le impedissi di parlare ma mi sono sentita quasi presa in giro al punto che le ho detto che non mi interessava e che mantenevo il mio contratto con l'Enel.
Ragionando a mente fredda però mi sono pentita di non averle chiesto in che modo era venuta a conoscenza dei termini del mio contratto e dell'importo della mia bolletta, dati che non dovrebbero essere pubblici.
Ho chiamato l'Enel e chi mi ha risposto mi ha informata che lui non era che un operatore di un call center che nulla aveva a che vedere con l'azienda perchè appaltano il servizio e che non poteva fare nulla. Mi ha però confermato che i dati dei clienti e i loro contratti non vengono divulgati.
E' possibile dunque che, visto che il servizio di consulenza telefonica e la gestione dei contratti che vengono appaltati finisca alla stessa azienda? Che uno stesso call center abbia accesso ai dati dei gestori per i quali lavora anche se sono concorrenti?
Come posso tutelarmi visto che non c'è che la mia parola? 
Dubito che avrei potuto fare qualcosa anche se avessi registrato la telefonata ma da qui in avanti mi attrezzo e registro tutto, avvisando ovviamente il mio interlocutore preventivamente come la legge prescrive.

venerdì 28 giugno 2013

La solitudine dei "lupi" di internet

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Noi che siamo in Rete da “sempre”, abbiamo avuto modo di vedere quanti e quali cambiamenti abbia subito questa negli anni e quanto la nostra vita sia stata quasi “integrata” a questo mezzo potentissimo del quale non possiamo fare a meno.
Ovviamente anche noi cambiamo e mutiamo le nostre abitudini sia nella vita reale sia per quello che riguarda i nostri interessi e l'utilizzo di questo strumento.
Qualche anno fa scrissi quella che mi fu commissionata come storia da blog e mi rifeci a persone e fatti reali.
Mi capita spesso di pensare a quei personaggi e mi domando cosa farebbero oggi... sono passati tanti anni.
Anche loro si saranno evoluti. Eppure mi capita di sapere di eterni Peter Pan che, vivono la rete quotidianamente e per diverse ore al giorno e si rifiutano di vedere che sono cresciuti! Sono persone che non si perdono l'ultimo gioco on line, che frequentano i social network alla ricerca di amici virtuali e spulciano tutti i siti che servono per la sopravvicenza per evitare di uscire di casa.
E' desolante questa cosa perchè rappresenta un mondo di solitudine, spesso di allontanamento delle persone reali, degli amici, degli affetti, dei gesti quotidiani, in cambio di qualcosa che non è che un surrogato e che a lungo andare non produrrà che il totale abbandono. Col passare del tempo infatti, le persone con le quali essi si dovranno confrontare saranno sempre anagraficamente più giovani e avranno altro da dire e modi diversi di rapportarsi e di comunicare. Forse a quel punto si renderanno conto che ciò che hanno perso del mondo reale non potrà più essere recuperato.
Purtroppo noto che non se ne rendono conto e sprecano quanto di bello la vita ha da offrire svilendola e confinandola dietro ad un monitor.

martedì 4 giugno 2013

Il bello delle donne

Oggi mi sono svegliata felicemente più vecchia. Mi procura una strana sensazione questo compleanno, al punto che abbandono le mie riserve di non parlare  di me per condividere questo momento con chi vorrà leggermi.
Ho scritto di donne in questo blog, di comportamenti, di idiosincrasie, di defaiances che ci accompagnano.  Ma non ho mai descritto di come si possa sentirsi felici a 50 anni!
E' vero, noto che "rallento", che riesco a fare meno cose di quante ne facessi qualche anno fa, che la mia memoria deficita, forse vedo pure qualche ruga, ma vedo anche una maturità che apprezzo.
In più non ho intenzione di guardarmi indietro ma di affrontare il futuro con gioia, le situazioni nuove con più serenità e i problemi con meno apprensione, reinventandomi giorno per giorno. 
E' il bello delle donne: basta saperlo vedere!

sabato 1 giugno 2013

Gli spam eccessivi di postadiretta.com


Da circa un mese ricevo di continuo mail da @postadiretta.com contenenti via via proposte di lavoro, pubblicità di marchi noti, fatture e quant’altro.
Ho cercato in rete per documentarmi su questo veramente fastidioso spam che naturalmente ho filtrato perché è decisamente invasivo e non ho trovato lumi in merito se non che il dominio è spagnolo e che fa capo a un’azienda che si occupa di marketing e pubblicità che non cito per non fargli un favore visto che mi intasano la casella di posta.
Ho letto su diversi forum che alcuni si sono registrati ad un concorso e da lì è partito lo spam e pur se hanno richiesto la cancellazione non è successo nulla, molti sono stati anche insultati. Personalmente  non mi sono registrata a nulla eppure le mail arrivano comunque.
La cosa buffa è che ho letto su un forum spagnolo, dove gli utenti si lamentavano per tutte le mail che ricevono da questo dominio, che la posta che arriva loro è in italiano e parlavano di spazzatura italiana mentre appunto ho verificato che la spazzatura è loro (City: Madrid) e sono quasi 9 anni che il sito di riferimento è on line mentre gli spam sono partiti qualche anno dopo per arrivare al top in questo ultimo periodo.
Ritengo non si un buon approccio pubblicitario e nemmeno un’ottima strategia di  marketing bombardare la gente con mail indesiderate perché, nel mio caso, si ottengono risultati opposti a quelli desiderati in quanto non mi passa nemmeno un secondo per la testa di andare a cliccare sui link proposti e se devo acquistare qualcosa cerco direttamente in rete o vado in negozio....tacendo del fatto che lo spam mi procura un’antipatia immediata verso chi lo invia e di conseguenza verso chi  viene promosso all’interno di esso.

Nota 
Ho avuto modo di notare che i link contenuti all'interno delle mail non rimandano al sito pubblicizzato, ho qui davanti un invito a registrarsi a sky ma se copiate l'indirizzo come ho appena fatto viene fuori questo:
http://trk.postadiretta.com/cc.php?key=43095-1-13-61823292-&PAQID;&fname=miamail@dominio.com&lname=miamail@dominio.com&email=miamail@dominio.com&userdefined1=&userdefined2=

phishing?

giovedì 23 maggio 2013

Al peggio non c'è mai fine

Non so chi abbia detto la frase che dà il titolo a questa mia considerazione ma si trattava sicuramente di una persona lungimirante e molto saggia.
Questa premessa per raccontare ciò che ho udito oggi,  che mi ha lasciato una senzazione veramente amara e che conferma la pessima opinione che ho dei social network e di quanto siano dannosi per le relazioni interpersonali.
Secondo me fanno perdere anche il senso della realtà e del buongusto oltre a far dimenticare davvero che siamo persone.
Ebbene, c'è stata una persona capace di fare le condoglianze a una madre che ha perso il figlio adolescente in condizioni tragiche usando questo mezzo!
Si potrebbe dire di tutto su questa persona ma allo stesso tempo inviterei alla meditazione prima di scrivere qualunque cosa su un mezzo del genere, di pensare ai sentimenti delle persone che leggeranno, a chi potrebbe commentare... Perchè mi immagino una sfilza di "mi piace"? E' agghiacciante veramente.
Ad ogni modo volevo anche precisare che non ho visto di persona quanto racconto perchè per l'appunto non uso i social network ma l'ho riportato ugualmente per stimolare chi mi legge a pensare a quanto, quando scriviamo sul web, possano nuocere le nostre parole o far sorridere (magari!) o dare speranza o dolore. Insomma, come ho letto una volta su un muro, mettiamo, prima di mettere le mani sulla tastiera, in moto il cervello!



venerdì 17 maggio 2013

Il brutto delle donne

A volte divago... Dovrei parlare di informatica su questo blog ma poi qualcosa mi colpisce e sento il bisogno di condividerla.
Sono giorni che ci penso, forse perchè sto per raggiungere il traguardo dei 50 anni e ho cominciato a guardarmi meglio intorno, a vedere le mie coetanee, a vederle veramente.
Tutto è cominciato la scorsa settimana quando dalla parrucchiera ho visto l'ultimo video di Madonna. Ho sempre ammirato quella donna e mi ha sconvolto vedere quanto sia diventata patetica nella sua smania di apparire sempre giovane e trasgressiva. L'ho sempre considerata intelligente ma penso che qualcuno dovrebbe dirle che per certe mise e certe pose non ha più l'età, che può restare sempre un mito ma deve adeguarsi al tempo che passa.
Ecco cosa non capisco: la brama di voler essere giovani a tutti i costi. Perchè? Perchè non rendersi conto  semplicemente che non si può?
Si rischia il ridicolo perchè tanto si vede lo stesso e si capisce se una persona è rifatta.
Ed è ancora più deprimente vedere quelle donnette "anziane" con seni perfetti e labbra a canotto e sorrisi inespressivi che sembrano finti. Che tristezza!
Non sono una moralista, sono anche una donna che ha molta cura del proprio aspetto e sta attenta ai particolari, che ama le scarpe con i tacchi molto alti ma non si sognerebbe più di indossare una minigonna veramente mini perchè c'è un tempo per tutto.
Vorrei dire a tutte le donne di accettarsi per come sono, non dimenticando mai che sono donne, di sorridere delle rughe che significano anche che hanno alle spalle delle esperienze di vita delle quali esser grate, una consapevolezza che dovrebbe portare a non commettere errori già fatti e tutta una vita davanti da trascorrere con orgoglio, con le borse sotto gli occhi e con tante sane risate che coinvolgono tutti i muscoli facciali e il cuore e, soprattutto, senza nessuna protesi.

domenica 31 marzo 2013

Un Android(e) molto invadente

Devo essere sincera, non so molto su Android se non che è basato su Linux, non so se si possa modificare il codice, non so se si possa aprire un terminale, so solo che è invadente!
Da quando uso Linux finalmente non mi sento gestita dal mio computer e pensavo che abbandonando Windows mi sarei liberata da installazioni "forzate", aggiornamenti dei quali ignoravo il contenuto e quant'altro limitasse la libertà di utilizzo del mio pc.
Con Android mi sembra di essere passata dalla padella alla brace....

Non ci avevo fatto caso finchè lo avevo solo sullo smartphone, ma da quando uso il tablet questa gestione invasiva del mio apparato mi è saltata all'occhio. Non basta che quando installo qualcosa devo passare dal Google Play, che molto di quanto installato non si possa rimuovere, che ogni cosa si installi può andare a leggere e modificare il contenuto della SD e che spesso è roba del tutto inutile o che non utilizzo ma l'altro giorno "si è proposto" un aggiornamento senza specificazioni.
Cosa ho visto? l'androide aperto come vedete nella foto e dopo molti minuti il mio desktop era stato sostituito, c'erano molti nuovi programmi che non avrei mai installato oltre alla nuova versione di Android, un altro dolce!
Per me la sensazione invece è stata decisamente amara perchè il tablet è mio e mi piacerebbe poter decidere cosa, come e quando installare, se aggiornare o upgradare.
Il punto non è disabilitare gli aggiornamenti perchè non è una scelta libera, la scelta è poter decidere e soprattutto sapere prima cosa c'è in un dato pacchetto.
Mentre cercavo documentazione ho letto su un forum che non c'è molta scelta:o accettiamo questa invasione o non usiamo più nè smartphone, nè tablet, nè quanto abbia installato Android. Non mi sembra una soluzione accettabile e fiduciosa attendo l'alternativa.


Buona Pasqua a tutti i miei lettori :)

domenica 24 marzo 2013

C'era una volta il web 2.0

Ci stiamo arrivando a poter affermare che il web 2.0, per come lo intendiamo, si sta avviando verso il pensionamento. Il passaggio sta avvenendo gradualmente ed in effetti ciò che più sta andando a morire sono elementi che esistevano anche nel web 1.0.
Wikipedia recita:

Si indica come Web 2.0 l'insieme di tutte quelle applicazioni online che permettono un elevato livello di interazione tra il sito web e l'utente come i blog, i forum, le chat, i wiki, le piattaforme di condivisione di media come Flickr, YouTube, Vimeo, i social network come Facebook, Myspace, Twitter, Google+, Linkedin, Foursquare, ecc. ottenute tipicamente attraverso opportune tecniche di programmazione Web afferenti al paradigma del Web dinamico in contrapposizione al cosiddetto Web statico o Web 1.0.
Se andiamo ad analizzare ogni singolo strumento citato nel pezzo che ho incollato ci accorgiamo che tutto oggi riconduce ai social network.
Da quando questi mezzi sono  nati, ogni altro modo di comunicare e interagire sul web ha avuto una battuta di arresto e in alcuni casi sta subendo una lenta agonia.
Pensiamo ai forum, fino a pochi anni fa punto di incontro per tutti coloro che cercavano soluzione ai loro problemi o volevano semplicemente avviare o partecipare a una discussione. Estinti o in fase di estinzione!
Vogliamo parlare delle chat?? Sembra che anche Microsoft messenger chiuderà e questo è più che sintomatico.
I blog? Se leviamo quelli veramente storici e molto seguiti, per tutti gli altri questo compreso, c'è veramente poca storia.
Stesso discorso per i wiki (no non sto pensando a wikipedia) e quant'altro.
E, badate, non sto dicendo che questo modo di comunicare sia morto, qualcuno potrà obiettare:io chatto, comunico, risolvo problemi o me li faccio risolvere e non dirà il falso. Semplicemente, tutte queste cose sono rese possibili da un unico strumento:il social network.
Quindi o la definizione di web 2.0 si confina entro i suoi range o sarà bene modificare la dizione magari in web 3.0.
Mi domando solo in che modo sopravviverò sul web visto che non uso i social network e che presto (?) ne verrò tagliata fuori. Temo di essere vicina alla pensione ma fino a quel momento la mia voce, sia pur flebile, arriverà a quanti avranno la pazienza di ascoltarmi.

venerdì 8 marzo 2013

Skype è per sempre

Qualche tempo fa avevo scritto un post sul mio rapporto con i software di messaggistica e, in particolare, dei miei problemi con Skype. Avendo deciso di "traslocare" altrove, ho pensato di chiudere l'account e .... sorpresa: non si può. Vi consiglio di leggere questa molto esilarante guida alla quale mi sono attenuta. Anzi, ho fatto di meglio e, per restare in tema di paradossi, ho modificato in mio nome utente in "account chiuso".
Alla faccia della possibilità di scegliere! E a maggior ragione, senza rimpianti, chiudo definitivamente, nel senso che lo disinstallo, il programma.

martedì 19 febbraio 2013

Gli e-book e i prestiti

Qualche anno fa scrissi un post dove criticavo aspramente gli e-book e chi li leggeva. Ricordo ancora come rimasi inorridita vedendo sotto l'ombrellone un signore che ne leggeva uno. Da allora qualcosa è cambiato:ho un tablet. Cosa ci si fa con un tablet? Si finisce, per chi ama la lettura come me di trovare un libro privo di copyright e accorgersi che poi non è così male leggerci su, si arriva a pensare che a causa delle montagne di libri che invadono la propria casa in tutti gli angoli, perchè no? si potrebbero comprare da qui in avanti i più comodi e meno ingombranti "e-libri". 
Naturalmente le mie preferenze vanno ancora al cartaceo ma dal punto di vista pratico mi sono resa conto che un e-book è senza dubbio la scelta migliore da fare, anche perchè ho notato, leggere su un tablet non mi affatica di più la vista di quando leggo sul cartaceo.
Ci sono però dei contro, infatti mi sono anche domandata come potrei fare se volessi prestare un e-book o regalarne uno dei miei come mi capita di fare con quelli cartacei? E le biblioteche? I prestiti non esisteranno più? Si dovrà leggere in loco? Quante copie di un libro si potranno tenere? La gente litigherà? Leggerà a puntate? 
Sarei curiosa di sapere se qualcuno si è posto questo problema e come ha pensato di risolverlo.

domenica 10 febbraio 2013

Tra root e user Windows mette un roser

Un esempio di roser
Oggi un mio collega mi ha scritto che non riesce a modificare il file host su Windows 7.Nonostante sia amministratore: il sistema gli impedisce l'accesso al file e gli chiede credenziali che dovrebbe avere. Un patetico esempio di quelli che dovrebbe essere i privilegi di root, solo che su Linux se sei root (superuser) lo sei e basta, evidentemente Windows ha un ibrido, una commistione tra root e user, un roser lo chiamerei... non si finisce mai di imparare.
Premesso che mi sono fermata a Windows XP, ho provato a suggerire qualche soluzione, ma forse era troppo logica e non ha funzionato. Ovviamente vedrò quel pc, ne sono sicura, per una delle mie magie, come molto simpaticamente, il mio collega, chiama le soluzioni che trovo (a volte).
Però non scrivo per raccontare questo ma perchè a un certo punto mi ha scritto una cosa che voglio riportare :
quello che mi fa incavolare è non riuscire a
sapere come si fa a prendere il pieno controllo del proprio pc, come
amministratore e proprietario
E la mia risposta?
 Se vuoi avere il controllo sul tuo pc devi solo passare a Linux se no devi continuare ad accettare che le cose stiano così :)

mercoledì 6 febbraio 2013

Viva Gnome

Ebbene sì, il mio mitico portatile è morto e in questo momento ne sto usando uno vecchissimo sul quale ho avuto problemi con gdm3 e allora? Ho voluto provare KDE. Con questa non ho avuto problemi, funziona tutto ma.... Beh bisogna provare per poter criticare e io posso affermare con certezza che se fosse l'unica interfaccia grafica di Linux smetterei di usare questo sistema operativo. Sarà abitudine? Fatto è che mi ci trovo malissimo, non mi muovo e installo tutto da riga di comando. Che la voglio allora? tanto valeva non installarne nessuna!
Non vedo l'ora che arrivi il portatile nuovo per tornare alle mie vecchie abitudini. Ne ho preso uno senza sistema operativo, della Samsung su Amazon, e devo dire che ho guardato solo marca e prezzo senza curarmi troppo delle caratteristiche tecniche perchè col computer non ci faccio niente di particolare e non ho esigenze specifiche. Ha giocato molto a favore anche il fatto che non ci fosse su Windows installato così non ho pagato a vuoto la licenza. Quando acquistai il mio portatile defunto lo portai a casa e lo formattai immediatamente ma la licenza Win l'avevo pagata ugualmente.
Vedremo se il portatile nuovo mi darà problemi come quello vecchio che, come si dice, "reggeva l'anima con i denti" da diverso tempo.
Ad ogni modo vi sarà Debian con Gnome!

lunedì 14 gennaio 2013

C'erano una volta i messaggi istantanei

Da qualche tempo ho problemi con Skype, credo sia il servizio ad essere peggiorato perchè ho sempre la stessa versione e prima non avevo mai avuto da lamentarmi.
Mi capita per esempio di non vedere on line gente che lo è o viceversa, di vedere arrivare messaggi off line dopo giorni e, se sono invisibile non arriva niente. Tutte cose mai successe prima. Questo non solo sulla mia Debian ma anche sul tablet e sullo smartphone.
Sto seriamente pensando di disinstallarlo ma non trovo una buona alternativa. Avevo pensato a Google Talk  ma anche lì sono problemi, basti pensare che ho, a seconda del tipo di dispositivo che uso, una lista contatti diversa e di sincronizzazione non se ne parla. Sono sfigata io o questi software sono trascurati a causa del Social network? Se è così resto tagliata fuori dalla comunicazione istantanea, anche se la uso veramente poco, perchè si sa che mai mi iscriverò ad un SN. Mi restano le e-mail spero....

domenica 13 gennaio 2013

La migliore offerta: come Tornatore mi ha delusa

Ieri ho visto il film di Tornatore, ne avevo letto bene e apprezzo questo regista ma temo che sarò una voce fuori dal coro dei commenti positivi.
Premetto che un paio di giorni fa ho letto “Il cielo rubato” di Camilleri e, poiché ci ho trovato delle (troppe?) similitudini ho capito buona parte della trama.
Non racconterò la trama, non parlerò della psicologia dei personaggi, delle loro “patologie” ma farò solo fare alcune considerazioni su ciò che ho trovato poco reale in un film che voleva essere complesso e accurato.
Secondo me un bel film, come del resto un buon libro devono essere convincenti e curati nei dettagli, la storia non deve avere crepe e non devono rimanere dubbi su di essa.
Invece poco mi convince la storia dell'automa, i cui pezzi sono lasciati ritrovare quasi come le mollichine di pane di Pollicino e che una persona attenta ai dettagli, come lo è il protagonista, avrebbe dovuto notare. In quei ritrovamenti non vi è nulla di casuale. E poi se i pezzi erano sparsi per casa, come mai tutta la copertura esterna dell'automa era in una teca e non si sapeva bene cosa fosse? (parole della protagonista).
E perchè il caro vecchietto borioso dovrebbe confidarsi con un ragazzino che è una specie di geniale rigattiere e che oltretutto, a un occhio attento svela, anzi costruisce sotto i suoi occhi, tutti i pezzi del piano per truffarlo?
Si potrebbe dire che Virgil (il vecchietto) non voglia vedere, che è talmente preso dalla ragazza da aver abbandonato ogni forma di prudenza... Eppure non le parla mai dell'automa.
Non mi fa pena quest'uomo, che trovo patetico e se la truffa della quale è stato vittima non l'avesse organizzata il suo degno compare (sì anche Virgil è un truffatore), io la chiamerei giustizia.

giovedì 26 luglio 2012

Ultimo post?

Il 18 ottobre del 2007 ho iniziato a tenere questo blog che ho sempre considerato come una sorta di raccoglitore di quanto di mio c'era sul web e anche un promemoria, dato che non ricordo mai come faccio le cose, attraverso le guide che spero siano stata utili anche ad altri. 
Per me un blog non è altro che questo e quindi non ho mai raccontato niente di me perchè non era questo lo scopo e non è mio costume, tanto è vero che chi mi legge sa benissimo che non ho molto in simpatia i vari social network, ad eccezione di Diaspora (a meno che anche lì le cose non siano cambiate), che sono ottime vetrine per chi ama mostrarsi e raccontare i fatti propri (veri o immaginari). Ma non voglio divagare se no il post diventa lunghissimo. Quello che voglio dire si intuisce dal titolo, e anche se il blog rimarrà on line, non ci scriverò più. 
Ritengo che sia tempo di cambiare, dedicarmi ad altro, rivedere un pò di cose e non perdermi niente di quanto c'è dietro l'angolo. Perchè come mi ha insegnato Susanna Tamaro con il suo libro: dire o pensare "per sempre" non ha senso, c'è anche un "finchè".... 
Grazie a tutti coloro che sono stati con me in questi anni.